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S.O.S.   ANIMALI

Ecco alcuni consigli per tutelare i diritti del cane e far rispettare i doveri del padrone, denunciare violenze, smascherare abusi ed illegalità.Qui troverete gli indirizzi e numeri telefonici per chiarire tutti i dubbi in merito e volendo potrete contribuire a sostenere la lotta contro lo sfruttamento e l'abbandono degli animali.

 

Parte del ricavato della vendita del libro sarà devoluto alla Lega Nazionale per la difesa del cane. www.legadelcane.org

Per ordinare questo libro  scrivere a : muschio@aquamarine-labradors.com

info@baldini.editore.it      (referente Aquamarine Wave Labradors)

 

"QUESTO E' L'UNICO AMORE CHE SI  PUO' COMPERARE COL DENARO"  

 

 

www.amicidipaco.it

Locandina: Non siamo giocattoli!

 

 

 

I Beagles di Harlan

 

Licia Colò presenta Animali e animali.it

 

Possibile che un cane messo "a pensione" in un ricovero per l'estate, proprio qui possa morire di fame e di sete? Il recente episodio delle sedicente pensione alla periferia di Milano  dove una 15à di cani sono stati trovati morti e molti altri salvati in extremis-a sollevato drammaticamente il problema di queste strutture, scelte da molti italiani che vanno in vacanza per lasciare i loro animali.Va subito detto che nel nostro Paese non esiste un elenco ufficiale di questi "pensionati", in qui si pagano rette tra le 15000 e le 35000 mila al giorno. " In Italia sono 6.000.000 le famiglie proprietarie di un cane, e perciò la pensione estiva per gli animali è diventato un lucroso business", spiego Edgar Meyer dell'ass.animalista "GAIA", che si occupa di cani abbandonati e maltrattati (t.02/8646311), www.progettogaia.org/menu2.htm,"da una nostra stima, questi ricoveri dovrebbero essere almeno un migliaio sparsi su tutto il territorio nazionale. Di questi, molti hanno un livello discreto ma altrettanti sono improvvisati da persone senza scrupoli. Che prendono in custodia gli animali senza potergli garantire spazio e vitto adeguati, nè tantomeno un'assistenza medica.Che fare? Occorre un censimento e l'istituzione di un" albo" per le pensioni. Inoltre, le licenze per la loro apertura oggi concesse con facilità dalle camere di commercio vanno valutate con attenzione dalle Associazioni sanitarie locali. In fine, occorrono più controlli a sorpresa in queste strutture. Aggiunge Meyer: "esiste una (legge quadro) nazionale, la 281/91 sugli  "animali d'affezione", che però Lombardia e Sicilia non hanno ancora recepito con norme precise. E in questi "vuoti" clamorosi, le associazioni animaliste spesse si devono inventare iniziative, come "un cane in affido" per arginare i fenomeni come gli abbandoni  o il randagismo, che sono ormai vere emergenze".  

articolo tratto dal settimanale Grazia!

 

articolo tratto dal settimanale Donna moderna

 

 

MENDICARE  CON  I   CANI

 

CHE COSA DICE LA LEGGE:Contro il fenomeno dell'accattonaggio con gli animali si stanno schierando le amministrazioni comunali. Roma per prima a tentato di correre ai ripari con un'ordinanza che vieta la pratica. A Genova un ordinanza simile è in preparazione. "il tema è difficile", dice l'assessore all'Ambiente Chiara Malagoli. "Cerchiamo di non creare sentimenti di conflitto contro persone sfortunate, che trovano magari nel cane l'unico conforto. Ma vogliamo anche tutelare gli animali maltrattati, tenuti solo per suscitare pietà". Così è punito solo chi questua con animali debilitati o malati, con cagne gravide o cuccioli. Anche a Milano c'è un'ordinanza che prevede multe da 100 a  600 mila lire, il sequestro delle bestie sfruttate e vieta di esibire animali per suscitare pietà. "Un risultato positivo c'è stato ", spiega Latticugna. " Molti barboni, quelli che ci tengono, hanno iscritto il cane all'anagrafe canina: hanno voluto regolarizzare il loro amico"

 

Come fermare il triste fenomeno che sta dilagando in tutte le città? Ed è davvero sempre una forma di sfruttamento? 

Si piazzano agli angoli delle vie più frequentate e aspettano. Aspettano che il cagnetto che è con loro dia i suoi frutti: attirare i passanti e "convincerli" ad allungare mille lire. Il fenomeno degli accattoni che si fanno "aiutare" da cagnolini più o meno in salute dilaga un pò in tutte le città italiane. Ma dové  il limite tra la pietà  e lo sfruttamento e il maltrattamento di animali? "Bisogna distinguere", risponde Rita Ferrara, responsabile randagismo delle Lega antivivisezione di Milano, che nel capoluogo Lombardo a effettuato un monitoraggio. "Esistono quattro categorie di accattoni con gli animali. La prima é quella dei cosi detti barboni: a Milano sono una ventina, in genere anziani con cagnolini adulti di piccola taglia, che hanno un rapporto profondo con i propri compagni a quattro zampe. I cani non se la passano male. Spesso é anche possibile farli seguire dai veterinari pubblici. C'è, per esempio, un perseguitato politico che farebbe di tutto per il suo amico". Come Gérard, francese di 42 anni, con tre

 cani al seguito: da anni a un posto fisso sotto i portici del centro di Milano. " Mi hanno già sequestrato tre volte i cani. Ma sono sempre andato a riprendermeli al canile, pagando." Luna, dice indicando un cagnolone accucciato accanto a lui, "l' ho trovata in Spagna e mi segue da 14 anni: non la lascerei per nessun motivo". Nel borsone ha i certificati delle bestiole, due femmine e un maschio di taglia piccola, che ha trovato 4 anni fà  sui navigli più morto che vivo. I punk Hanno quasi sempre cani di grossa taglia dai nomi particolari: i più gettonati sono Schizzo e Paranoia. "Anche i punk hanno un rapporto antico con i propri cani", prosegue Rita Ferrara. "Per loro sono veri compagni di vita. Quando capita che un loro cane si smarrisce, il punk lo va immediatamente a riprendere in canile". Unico problema: ricevono poche cure veterinarie e la mortalità per cimurro é molto alta. Gli zingari "Hanno cani piccoli, maltrattati, con i quali non c'é rapporto affettivo", spiega Ferrara. Un esempio? E' facile farsi dare una loro bestiola. Basta fare un'offerta e te la cedono: i soldi contano più dell'affetto. Spesso, quando le forze dell'ordine fanno irruzione nei campi nomadi, trovano cagnetti rubati. E poi si trovano molti cuccioli morti. E' un modo di fare che va fermato. Gli accattoni stranieri Usano gli animali per attirare la compassione dei passanti. "Sono il problema più grosso, dice il responsabile dell'ufficio tutela animali del comune di Milano, Michele Latticugna. Sono disadattati con molti problemi: non si preoccupano certo della sorte degli animali. I cani sono sempre diversi: c'é un forte ricambio, e sono quasi sempre cuccioli denutriti e maltrattati. Non c'é rapporto affettivo: le bestiole sono solo uno specchietto per le allodole. Pare, addirittura, che un'organizzazione rifornisca di cuccioli gli accattoni.                    

Edgar  Meyer 

 

 

articoli tratti deal settimanale Bella

 

 

http://www.mclink.it/assoc/lav/

 

MILIONI    DI    CANI   E   GATTI    VITTIME   DI   UNA MODA    CRUDELE

Un'investigazione effettuata dall'associazione americana HSUS ha portato alla scoperta del peggiore segreto dell'industria della pellicceria: l'uccisione di cani e gatti per la produzione di pellicce. Ogni anno due milioni di questi animali sono detenuti in condizioni spaventose e privati di ogni elementare diritto: alcuni di essi sono randagi, altri invece vengono appositamente allevati per rubare loro il manto. Le tecniche di uccisione sono violentissime: i cani -pastori tedeschi, chow-chow, ma anche semplici meticci- vengono sgozzati anche per strada, fatti morire per dissanguamento o colpiti a morte con dei randelli, mentre i gatti vengono spesso impiccati con cappi metallici. Per confezionare una sola pelliccia occorrono solitamente dai dieci ai dodici cani, mentre per quella di gatto possono essere necessari fino a ventiquattro animali.

L'INGANNO   AI   CONSUMATORI

L'impiego delle pelli di cani e gatti è un fenomeno sconosciuto. L'industria della pellicceria tenta di mantenerlo nascosto grazie a un sistema di etichettatura dei capi  fuorviante e per nulla attendibile. Tranne rarissime eccezioni, le pelli di cani e gatti non vengono etichettate per ciò che realmente sono. I capi confezionati con la pelle di cane possono essere venduti come  gae-wolf, sobaki, e asian jackal, oltre a molti altri, mentre le pellicce di gatto, sotto altri pseudonimi, che comprendono: wildcat, goyangi e katzenfelle. I francesi usano il termine douges de chine oppure loup d'asie per indicare le pellicce di cane. La conoscenza da parte dei consumatori della vera origine delle pelli, determinerebbe un crollo degli acquisti e un grosso danno d'immagine per il settore.

IL   COMMERCIO   INTERNAZIONALE

Questi animali possono essere uccisi in un paese, le loro pelli trattate in altra nazione e il prodotto finito può essere venduto ovunque nel mondo.Le pelli di cane e gatto non sono tanto utilizzate per la realizzazione di pellicce intere, bensì come inserti per guanti, colli cappelli, giocattoli e tanti altri accessori. L'Italia paese trasformatore, importa pelli di cane per la produzione di articoli in pelle e altri oggetti di pelliccia quali rivestimenti interni di cappotti, giacche, scarpe suole per scarpe e stivali.

  

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