|

CHE COSA DICE LA
LEGGE:Contro
il fenomeno dell'accattonaggio con gli animali si stanno schierando
le amministrazioni comunali. Roma per prima a tentato di correre ai
ripari con un'ordinanza che vieta la pratica. A Genova un ordinanza
simile è in preparazione. "il tema è difficile", dice
l'assessore all'Ambiente Chiara Malagoli. "Cerchiamo di non
creare sentimenti di conflitto contro persone sfortunate, che
trovano magari nel cane l'unico conforto. Ma vogliamo anche tutelare
gli animali maltrattati, tenuti solo per suscitare pietà".
Così è punito solo chi questua con animali debilitati o malati,
con cagne gravide o cuccioli. Anche a Milano c'è un'ordinanza che
prevede multe da 100 a 600 mila lire, il sequestro delle
bestie sfruttate e vieta di esibire animali per suscitare pietà.
"Un risultato positivo c'è stato ", spiega Latticugna.
" Molti barboni, quelli che ci tengono, hanno iscritto il cane
all'anagrafe canina: hanno voluto regolarizzare il loro amico"
Come fermare
il triste fenomeno che sta dilagando in tutte le città? Ed è
davvero sempre una forma di sfruttamento?
Si piazzano agli
angoli delle vie più frequentate e aspettano. Aspettano che il
cagnetto che è con loro dia i suoi frutti: attirare i passanti e
"convincerli" ad allungare mille lire. Il fenomeno degli
accattoni che si fanno "aiutare" da cagnolini più o meno
in salute dilaga un pò in tutte le città italiane. Ma dové
il limite tra la pietà e lo sfruttamento e il maltrattamento
di animali? "Bisogna distinguere", risponde Rita Ferrara,
responsabile randagismo delle Lega antivivisezione di Milano, che
nel capoluogo Lombardo a effettuato un monitoraggio. "Esistono
quattro categorie di accattoni con gli animali. La prima é quella
dei cosi detti barboni: a Milano sono una ventina, in genere anziani
con cagnolini adulti di piccola taglia, che hanno un rapporto
profondo con i propri compagni a quattro zampe. I cani non se la
passano male. Spesso é anche possibile farli seguire dai veterinari
pubblici. C'è, per esempio, un perseguitato politico che farebbe di
tutto per il suo amico". Come Gérard, francese di 42 anni, con
tre
cani al
seguito: da anni a un posto fisso sotto i portici del centro di
Milano. " Mi hanno già sequestrato tre volte i cani. Ma sono
sempre andato a riprendermeli al canile, pagando." Luna, dice
indicando un cagnolone accucciato accanto a lui, "l' ho trovata
in Spagna e mi segue da 14 anni: non la lascerei per nessun
motivo". Nel borsone ha i certificati delle bestiole, due
femmine e un maschio di taglia piccola, che ha trovato 4 anni fà
sui navigli più morto che vivo. I punk Hanno quasi sempre
cani di grossa taglia dai nomi particolari: i più gettonati sono
Schizzo e Paranoia. "Anche i punk hanno un rapporto antico con
i propri cani", prosegue Rita Ferrara. "Per loro sono veri
compagni di vita. Quando capita che un loro cane si smarrisce, il
punk lo va immediatamente a riprendere in canile". Unico
problema: ricevono poche cure veterinarie e la mortalità per
cimurro é molto alta. Gli zingari "Hanno cani piccoli,
maltrattati, con i quali non c'é rapporto affettivo", spiega
Ferrara. Un esempio? E' facile farsi dare una loro bestiola. Basta
fare un'offerta e te la cedono: i soldi contano più dell'affetto.
Spesso, quando le forze dell'ordine fanno irruzione nei campi
nomadi, trovano cagnetti rubati. E poi si trovano molti cuccioli
morti. E' un modo di fare che va fermato. Gli accattoni stranieri
Usano gli animali per attirare la compassione dei passanti.
"Sono il problema più grosso, dice il responsabile
dell'ufficio tutela animali del comune di Milano, Michele Latticugna.
Sono disadattati con molti problemi: non si preoccupano certo della
sorte degli animali. I cani sono sempre diversi: c'é un forte
ricambio, e sono quasi sempre cuccioli denutriti e maltrattati. Non
c'é rapporto affettivo: le bestiole sono solo uno specchietto per
le allodole. Pare, addirittura, che un'organizzazione rifornisca di
cuccioli gli accattoni.
Edgar Meyer
articoli tratti deal settimanale Bella
|