Baggio e la famiglia

Roberto dice che Andreina è tutto. Equilibrio, sicurezza, tranquillità. Lei,
la moglie di un campione che tutto il mondo ama, ha imparato ad amare l’uomo.
Quello che, assicura, in tutto questo tempo non è cambiato di una virgola, è
rimasto lo stesso di Vicenza, quando insieme uscivano per strada e incrociavano
la gente senza che nessuno si fermasse per parlare, conoscere, anche solo
toccare per un attimo un talento del calcio. «Siamo cresciuti insieme, insieme
siamo cambiati. Eravamo due ragazzi, abbiamo costruito una famiglia affrontando
la vita mano nella mano».
Bello. E dannatamente difficile, se l’uomo che ti sta accanto si chiama
Roberto Baggio. «In generale, non è facile la vita della moglie di un
calciatore. Ricordo i primi tempi in cui Roberto era a Torino. Io ero incinta,
aspettavo Valentina e facevo avanti e indietro da Vicenza a Torino, in macchina.
Durissima. A Milano già era più facile. Bologna? Beh, Bologna mi ricorda molto
Vicenza. Mi sento un po’ a casa. E anche Roberto è tranquillo, allegro. Si
vede che qui ci sta bene. In ogni caso, ci conosciamo da tanto tempo e insieme
riusciamo a dare il giusto peso alle cose, a metterle sempre in equilibrio. E
poi, io ho sempre voluto bene all’uomo Roberto, anche quando non aveva le luci
dei riflettori puntati addosso. E quell’uomo è lo stesso, oggi come allora».
La semplicità del campione. Le sue gioie, tante. I suoi dolori, immensi.
Andreina c’era, negli States, ai tempi del Mondiale ‘94. C’era il giorno
della finale, di quel maledetto rigore fallito che è diventato un incubo. «Una
bella incoscienza. Mattia era nato da poco più di un mese, l’avevo lasciato a
mia madre. Non volevo lasciare solo Roberto. Ma in America ci vedevamo poco, lui
era nel New Jersey con la squadra e io a New York. Sola in una metropoli, e non
conoscevo neppure la lingua. Se ci ripenso...». La sera della finale, della
rabbia. «Roberto rimase in albergo, mentre gli altri giocatori andarono a cena
con le famiglie. Era mortificato. Fu un momento nero, bruttissimo. Ma insieme lo
superammo».
Dentro casa, la gioia di Roby e Andreina sono Valentina e Mattia. «Lui starebbe
ore sul divano insieme a loro, a guardare i cartoni animati. È un uomo
tranquillo. E Bologna lo ha aiutato a ritrovare la serenità».